Instagram Visual Storytelling: raccontare il proprio brand con i social media

Instagram Visual Storytelling
raccontare il proprio brand con i social media


A volte raccontare il tuo brand e il tuo prodotto nella giusta maniera permette di ottenere risultati al di sopra di ogni aspettativa. La nostra società iperconnessa e perennemente introdotta una realtà audio-visiva pervasiva necessita che ogni elemento della vita quotidiana sia “raccontato” nel giusto modo. Tutto ciò si chiama visual storytelling: si tratta di un insieme di tecniche in continua evoluzione per migliorare la propria presenza sui social e su Instagram in particolare.

A volte raccontare il tuo brand e il tuo prodotto nella giusta maniera permette di ottenere risultati al di sopra di ogni aspettativa. La nostra società iperconnessa e perennemente introdotta da una realtà audio-visiva pervasiva, necessita che ogni elemento della vita quotidiana sia “raccontato” nel giusto modo. Tutto ciò si chiama visual storytelling,  un insieme di tecniche in continua evoluzione per migliorare la propria presenza sui social network, in particolare su Instagram.

Se lo storytelling è comunemente definito come: “l’arte di scrivere o raccontare storie catturando l’attenzione e l’interesse del pubblico”, il visual storytelling aggiunge a questo una fondamentale componente grafica e visiva. Il fortunato incontro tra visual storytelling e Instagram ha quasi generato una scienza a sé stante che in parte segue le regole generali del Social Media Marketing, ma per gran parte le travalica e impone un’attenzione particolare.

La ragione è da ricercarsi nei mezzi espressivi che la piattaforma permette di utilizzare, principalmente multimediali con sporadiche concessioni all’elemento testuale. Vediamo quindi quali strumenti vengono offerti e come capitalizzarli al meglio per costruire in maniera propositiva l’immagine di un brand.

Storytelling e Visual Storytelling, come farlo su Instagram

Cercheremo di analizzare nel dettaglio le possibilità per sfruttare al meglio Instagram. Prima però può essere utile un’operazione di decomposizione: proviamo ad analizzare singolarmente tutte le funzioni del social per provarne a comprendere l’essenza, il motivo del successo e come evitare di confondere la propria strategia  con quella dei più vari competitor.

Come migliorare il profilo Instagram

Noi di Nunau siamo molto pragmatici: la risposta passa per le domande più semplici. Un imprenditore ancora più pragmatico di noi potrebbe obiettare: “Sì, ma come lo miglioro concretamente il mio profilo Instagram?”. Da qui proveremo a rispondere. Il nostro profilo business è un grande contenitore di piccoli particolari che dovrebbero tutti essere curati al meglio per dare un effetto ottimale.

La bio, ovvero la piccola descrizione che si dà di sé, dovrebbe sempre essere aggiornata, redatta con un linguaggio serio (ma non troppo) e contenere tutte le informazioni di contatto. Da evitare a esempio elenchi puntati, emojii ed altri elementi che potrebbero non essere visibili da tutti i dispositivi. A volte basta inserire: nome dell’azienda, attività svolta, prodotti di successo per cui si è conosciuti, eventuali riconoscimenti ottenuti, indirizzo, numero di telefono e sito web. Il tutto nella maniera più semplice possibile. L’immagine del profilo dovrebbe contenere semplicemente il logo dell’azienda.

Pensate che sia finita qui? Dovete fare ancora i conti con le stories e con il feed: ma procediamo per ordine.

Creare storie su Instagram

Quando il 2 Agosto 2016 Instagram rilasciò la funzionalità Stories a livello globale, non tutti gli utenti capirono immediatamente la portata del cambiamento. Funzione in parte mutuata da Snapchat, introdurre contenuto multimediale cancellabile dopo 24 ore ha rivoluzionato la storia del social. A differenza di Snapchat, Instagram ha in parte ritrattato la politica delle 24 ore conservando in archivio ogni storia prodotta, ripubblicabile a piacimento dall’utente sotto forma di “ricordo”. Le stories si sono arricchite di effetti e funzioni in quantità industriale: farle bene e con criterio permette di raggiungere un vasto pubblico e spingere l’engagement del profilo alle stelle.

Ricordiamoci sempre che Instagram è un social fatto e pensato per gli utenti comuni, non per aziende. Un ottimo piano di Visual Storytelling aziendale si regge sull’ambiguità di contenuti con patina amatoriale ma studiati in ogni singolo dettaglio. È in questo funambolismo che – ad esempio – nasce la figura dell’Influencer. Questa vera e propria figura professionale è ingaggiata da una o più aziende per sponsorizzare un prodotto contestualizzandolo nella sua quotidianità.

Questo espediente, oltre che raggiungere quante più persone possibile ed ampliare il proprio target di riferimento, abbatte la “quarta parete” del rapporto produttore-consumatore. Diamo un velocissimo sguardo a tutte le principali funzioni utilizzate e come convertire nella maniera più efficace possibile.

Utilizzare al meglio GIF, musica ed effetti

Basta fare un giro su Instagram per comprendere quale immensa galassia e quanta scelta ci sia per pubblicare una storia. Il nostro consiglio è sempre quello di non esagerare con l’utilizzo di GIF, musica ed effetti. È pur vero che sfruttare questi elementi per rendere più accessibile il proprio messaggio non è del tutto sbagliato: tutto sta nel trovare il giusto metro.

Le GIF incorporate su Instagram, a esempio,  possono essere un catalizzatore ideale per spingere l’utente a utilizzare la call-to-action proposta. Un esempio su tutti: un trucchetto per far fare “swipe up” agli utenti è quello di posizionare una gif che ricalca il gesto del trascinamento del bordo inferiore dello schermo.

Capitolo musica: oggi Instagram permette addirittura di inserire i testi di una determinata canzone da far scorrere in parallelo alla traccia audio. Questa funzione potrebbe essere leggermente ingombrante, specialmente in caso di grafica già preparata. Cerca quindi di inserire la musica nel video che pubblicherai, senza passare per la funzionalità di Instagram. Un piccolo suggerimento: se la musica è così importante per la fruizione della storia avvisa i tuoi utenti di alzare il volume: per ovvi motivi in molti guardano le storie senza sonoro.

E infine, effetti? Dipende ovviamente dal contenuto della storia, ma prova a regolare gli effetti al di fuori dell’app con un tool professionale: uscire fuori dalla classica palette di Instagram potrebbe essere un punto a tuo vantaggio.

come avere una buona presenza su Instagram con il Visual Storytelling

Migliori call-to-action per le Instagram Stories

I numeri recentemente diffusi su Instagram danno un’indicazione di come i brand sono riusciti a pervadere Instagram: una storia su tre proviene da un brand e un utente su cinque è spinto a rispondere con un messaggio diretto. Segno chiaro ed evidente che Instagram è l’ambiente di crescita ottimale per ogni azienda che vuole affacciarsi modernamente al digitale. Ma attenzione: tanta concorrenza significa anche tanta inflazione.

Si auspica che le tue stories arrivino anche a chi non ha mai sentito parlare di te prima d’ora: ecco perché devi sempre utilizzare un linguaggio chiaro o comunque allusivo a fatti di stretta attualità e conosciuti da molti. Bisogna anche mettere in evidenza dove si trova la call-to-action e cosa succede se si attiva: nessuno cliccherà su una call-to-action di una storia ambigua o percepita come poco affidabile. Quindi avrai poche frazioni di secondo per convincere il cliente a compiere l’azione da te richiesta. Una call to action efficace potrebbe anche essere l’utilizzo di un sondaggio aperto , guadagnando un po’ di tempo extra per incuriosire l’utente.

Ricorda, poi, che Instagram non permette a tutti di inserire una CTA nelle Stories. È comunque richiesto un discreto seguito. Una cosa da non fare assolutamente in nessun caso è comprare followers per raggiungere lo scopo: avresti il risultato di aver ottenuto la possibilità di fare CTA ma in compenso l’engagement colerebbe a picco.

Frequenza di pubblicazione

Anche questo è un tema abbastanza controverso. Si scontrano sempre le visioni di chi crede che nelle stories ci sia bisogno di spontaneità versus chi programma ogni singolo post. Dal nostro punto di vista, è necessario integrare tra di loro le diverse visioni per coglierne tutti i pro. I vantaggi dell’essere spontanei riducono le barriere tra brand e cliente: le storie assumono un carattere familiare e sembrano non premeditate. D’altronde è questo che cercano di fare gli influencer.

Dall’altra parte non si può lasciare un profilo da migliaia di followers in balia del caso (e del caos): si presuppone che ogni grande azienda abbia un social media manager deputato esclusivamente allo studio e alla pubblicazione di contenuti. Il professionista non può di certo pubblicare ad intervalli troppo irregolari i propri contenuti. Ciò che ti consigliamo è di mettere su un calendario editoriale che possa eventualmente lasciar spazio a modifiche dell’ultimo minuto e ad una certa spontaneità.

Storytelling dei video verticali

A volte di necessità si fa virtù: la diffusione dei video verticali  è da imputare soprattutto alle caratteristiche fisiche dello smartphone. Risulta molto più comodo e agevole per l’utente guardare un video se questo è orientato in senso verticale, esattamente come lo smartphone. I dispositivi di ultima generazione, infatti, avendo dimensioni poco “a portata di mano” sono poco indicati per guardare i classici video in 16:9 (formato film, per intenderci).

Inoltre molti video con il cellulare vengono fatti principalmente in verticale: quindi, perché non adeguare anche i prodotti visivi fatti per Instagram? Molti annunci sponsorizzati con video già preparati dal settore grafico sono verticali: per coronare al meglio il discorso dell’usabilità delle CTA e per fornire un’esperienza ottimale all’utente, dovrai considerare di produrre video verticali. Le possibilità espressive potrebbero risultare più sorprendenti di quanto sembrino.

Influencer e video storytelling: un mito da sfatare

In un film Disney che quest’anno compie ben 12 anni, Ratatouille, veniva ripetuta la frase “Tutti possono cucinare”, grazie a questo mantra il topolino Remy riesce a diventare un grande cuoco. Beh, su Instagram non funziona così. È da sfatare il mito che “tutti possono essere influencer”. Come prima si accennava, un buon influencer dovrebbe avere solide basi comunicative per formare un Visual Storytelling vincente.

Non si tratta semplicemente di avere le risorse per realizzare video di qualità, ma soprattutto di capire come funziona il mercato e come conquistare nuovi followers tramite la narrativa. È proprio questa la differenza tra gli Influencer di successo e chi si affaccia per la prima volta ad Instagram: costanza, determinazione e precisione rendono anche la scarsezza di mezzi una risorsa. Diffida quindi dall’affidare il tuo brand alle narrazioni di piccoli Influencer che potrebbero sminuirne il valore: non sono mancate case history in merito.

Comprare followers su Instagram: è dannoso?

Questo paragrafo avrebbe potuto tranquillamente intitolarsi “Come effettuare il perfetto suicidio social”. Nel 2019, alla luce di tutti i nuovi aggiornamenti dell’algoritmo, comprare followers è il metodo più veloce per far colare a picco il proprio profilo. Ti spieghiamo perché. I rivenditori di followers ti offriranno pacchetti di utenti fake o inattivi provenienti da aree geografiche sicuramente escluse dal tuo target. L’algoritmo di Instagram registrerà un’interattività bassa di questi utenti ai tuoi contenuti estromettendoti da ogni possibilità di aumentare la tua visibilità. In parole più tecniche: il tuo engagement sarà bassissimo.

Altro discorso va fatto per quanto riguarda i cosiddetti “bot”: programmi automatizzati che si incaricano di seguire ed interagire con altri utenti per conto tuo. Le persone con cui il bot si interfaccerà saranno propense a seguirti a loro volta, e magari potrebbero essere attratti da un visual storytelling vincente. Questa strategia sta per diventare molto inflazionata, quindi meglio muoversi ora.

Tool gratuiti per analizzare il proprio profilo su Instagram

Come convertire al meglio tramite Instagram? La risposta risiede nell’utilizzo di ottimi tool. Per alcuni bisognerà pagare (ma il ritorno economico giustificherà la spesa, per altri è possibile usufruire di pacchetti free). I tool possono essere utili per analizzare il flusso di dati provenienti dalle tue interazioni social, per programmare post, o per creare contenuti adatti ad ogni esigenza. Un elenco più o meno completo potrebbe essere questo:

  • Instagram Insight, di default per tutti gli utenti business di Instagram
  • Crowdfire e Social Rank, per creare un piano editoriale personalizzato
  • Tailwind, per programmare i post

Speriamo che questa piccola e pratica guida sull’utilizzo e sul funzionamento business di uno dei social network più usati a livello globale possa aiutarti a far sviluppare il tuo brand!

Potrai quindi contattarci per una chiacchierata, o incontrarci di persona presso le nostre sedi di Napoli o Milano per spiegarci le tue esigenze e per sentire le nostre proposte in merito.

Contatta la nostra agenzia per una consulenza!

Grazie per averci letto.

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