Google Core Vitals: quali sono e come adeguarsi

Google Core Vitals
Come adeguarsi


Il nuovo update di Google che a metà 2021 ha introdotto i Core Vitals punta a riorganizzare il sistema di valutazione delle pagine web. Avere valori positivi in queste metriche può contribuire enormemente a migliorare il posizionamento. Ecco tutto quello che c’è da sapere

La navigazione su internet si sposta sempre più dai dispositivi fissi a quelli mobile, se non proprio alla ricerca vocale. Il cambio di passo è ormai evidente: solo una minoranza di utenti si connette dal proprio PC. Per restituire un’ottima esperienza di navigazione è necessario cambiare il proprio paradigma d’azione: gli sviluppatori dovrebbero iniziare a realizzare siti esclusivamente mobile based.

core web vitals
In questa direzione si muove anche Google, interessata a fornire ai propri utenti risultati di qualità e ampiamente accessibili. In altre parole è tramontata l’idea di sito responsive (che si adatta a ogni tipo di dispositivo), ed è sorta quella di mobile-based. A tale scopo Google ha iniziato, già dal 2015, a introdurre una timida valutazione della velocità mobile. Dopo qualche anno di prova, dal 2018 la velocità mobile è entrata di diritto nei fattori che influiscono sul posizionamento.

Google Core Vitals: l’update dell’estate 2021

Qualcosa è radicalmente cambiato nell’estate del 2021. Google ha deciso di essere più precisa e trasparente sui parametri richiesti per migliorare il posizionamento. Dopo il fallimento del progetto AMP, ormai sempre meno utilizzato, Google lancia i Core Vitals. Si tratta di parametri accessibili a chiunque: proprietari, webmaster o semplici utenti. Si possono infatti consultare tramite Page Speed Insights e vengono contestualmente riportati anche dei suggerimenti per migliorare le metriche. Le opinioni sull’aggiornamento di mid-2021 sono state contrastanti: molti hanno sperimentato un calo del traffico, criticando l’eccessiva severità delle metriche; altri invece hanno apprezzato lo sforzo di trasparenza di Google, sempre molto riservata nel comunicare le variazioni dell’algoritmo che gestisce la SERP. Ma, in pratica quali sono questi parametri? I principali Core Vitals sono tre: Largest Contentful Paint (LCP); First Input Delay (FID); Cumulative Layout Shift (CLS). A questi se ne aggiungono altri quattro, decisamente non stringenti come i primi, ma comunque importanti: Total Blocking Time (TBT); First Contentful Paint (FCP); Speed Index (SI); Time to Interactive (TTI). Analizziamoli tutti.

come cambia la serp

Largest Contentful Paint (LCP)

L’indice LCP misura la reattività di un sito web. Lo scopo è quello di indicare quanto tempo trascorre dall’inizio del caricamento di una pagina alla visualizzazione del contenuto più pesante (immagine, video, blocco di testo). In altre parole il Largest Contentful Paint misura il tempo di caricamento completo di una singola pagina. Un tempo ragionevolmente buono è compreso tra 0 e 2,5 secondi. Oltre questo limite c’è bisogno di apportare alcune modifiche.

parametri core vitals

First Input Delay (FID)

Questo paramento è totalmente incentrato sull’accessibilità di un sito. Gli utenti vorrebbero conoscere in poco tempo le informazioni di cui sono alla ricerca. Per rendere ciò possibile le pagine devono essere raggiungibili velocemente in pochi click. Il FID misura il tempo che intercorre tra l’azione dell’utente (ad esempio click sul link) e soddisfacimento della richiesta (apertura della pagina). Scrollare la pagina o zoomare alcune componenti sono operazioni che invece non contribuiscono al calcolo del FID.

Content Layout Shift (CLS)

Anche questo parametro è rivolto all’esperienza di navigazione dell’utente. CLS è una valutazione sulla stabilità grafica del sito: ciò significa che verranno penalizzato tutti quei siti che cambiano layout più volte durante la sessione. Basti pensare a tutti quei siti che spostano (spesso fraudolentemente) i link o le call to action per indurre il visitatore a compiere azioni indesiderate.

Altre metriche di Google Lighthouse

Concentrarsi sui parametri prima elencati è decisamente una priorità. Tuttavia il motore di ricerca tiene in considerazione anche alcuni fattori secondari che – spesso – sono collegati ai Core Vitals principali. In un’ottica di ottimizzazione complessiva è bene sapere anche che ci sono altri fronti su cui lavorare. Il primo è la Total Blocking Time (TBT). Questo parametro calcola il tempo in cui il main thread è bloccato, ovvero non fornisce risposte all’utente. Il First Contentful Paint (FCP), prima Vital principale ora declassato, calcola quanto tempo è necessario per visualizzare il primo contenuto utile (in genere il più leggero). Lo Speed Index (SI) è molto simile al LCP, ma punta sulla visualizzazione completa di tutti i contenuti del sito. Un SI buono si ha quando l’utente non avverte spazi lasciati vuoti dal caricamento. Infine esiste il parametro Time to Interactive (TTI): questo misura – a prescindere dal tempo di caricamento – quanto il sito risponde alle richieste dell’utente.

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